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Una profezia che si è avverata, ma che può sempre essere modificata!

2021-01-07 18:04

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“Là dove c’era l’erba ora c’èuna cittàe quella casa in mezzo al verde ormaidove sarà?”(Il ragazzo della via Gluck” Adriano Celentano) Nel 1966 Adriano

“Là dove c’era l’erba ora c’è
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà?”

(Il ragazzo della via Gluck” Adriano Celentano)

 

Nel 1966 Adriano Celentano presentava al Festival di Sanremo la canzone autobiografica “Il ragazzo della via Gluck” che ancora oggi viene cantata, anche dalle nuove generazioni.

.

 

 Sono passati cinquantacinque anni, ed  Adriano Celentano ci aveva visto lungo.

 

Il pezzo è il ritratto amaro della  Moderna e prepotente città che si estende sempre di più, fino ad inghiottire la campagna, distruggendone natura e bellezza, e costringendo i suoi abitanti a emigrare per lavorare nelle moderne fabbriche cittadine.

 

Gli anni ’60 rappresentano per l’Italia un periodo di grande boom economico, il cui rovescio della medaglia è la forte ondata di migrazione interna, dal Sud verso Nord e dalle campagne verso la città, che portò gli stessi italiani ad abbandonare le proprie radici.

 

 In poco tempo anche quello scorcio di campagna aveva lasciato il posto al progresso, fatto di cemento e di catrame. Sarà così anche per il ragazzo della canzone, che si conclude con un’osservazione tanto spontanea quanto profetica: “Non so perché continuano a costruire le case e non lasciano l’erba. Se andiamo avanti così chissà come si farà …”.

 

Negli anni la profezia si è avverata e il testo della canzone si è rivelato più che mai attuale.

 

Le città contemporanee, se così si possono ancora chiamare le grigie e tentacolari metropoli attuali, sono un disastro ecologico. La loro crescita incontrollata ha divorato e tuttora divora terra, acqua ed energia dal paesaggio circostante e il modo in cui esse utilizzano il suolo e le risorse altera profondamente la qualità dell'ambiente locale e globale, generando problemi ambientali.

 

Come correggere questo danno?...Semplice, dobbiamo imparare a pensare ecologicamente, attraverso il ripensamento della progettazione urbana, , potenziando il mercato per le nuove tecnologie e l’architettura del paesaggio, realizzando Città del futuro, che non sono altro che Città Verdi.

 

Nelle città del futuro il verde pubblico dovrà assumere aspetti e funzioni sempre più precisi e diferenziati.

 

Dovrà essere organizzato in un vero e proprio sistema continuo: dal verde sotto casa per i più piccoli, al parco-giochi a distanza pedonale, dal verde di quartiere con impianti sportivi elementari al verde di settore urbano con attrezzature più complesse e specializzate, fino alla grande area naturale al servizio dell’intera città e del territorio circostante!

 

Il progetto Green Urban Gardens nasce proprio con questo obiettivo!

E' pronto a seguirvi nella progettazione e realizzazione di una città verde, che è la città del futuro!

 

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